Radicarsi nella natura. Ritiro di Mindfulness.

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Un’altro ritiro è finito, un’altro piccolo passo di consapevolezza è stato fatto.

Il nostro ritiro, condotto insieme alla collega e amica Valeria Garavaglia, è stato incentrato sulla consapevolezza del radicarsi e su quanto possa essere elemento facilitatore la natura che ci circonda. Il contesto che ci ha accolto era ricco di vita: animali, piante, energie che ci hanno accompagnato per tutto il tempo. Una condivisione di spazio.

Questo spazio è stato così grande e accogliente da contenere la nostra gioia, stanchezza, curiosità, nervosismo, fatica, gentilezza, osservazione, distrazione, fermezza e tutto ciò che si è presentato, fluttuante e impermanente.

Uno spazio in cui diverse specie possono convivere, con rispetto e gentilezza.

La gallina ha permesso di notare che non ci sono terreni di appartenza ma che il terreno ci permette di viverlo…non siamo padroni della Terra, ma è essa che ci ospita e nell’ospitarci non pone confini di specie, non ci sono barriere. Nessun confine.

Il cane è stato maestro di equilibrio. Un equilibrio tra lo stare con i suoi cuccioli ed allattarli e uno spazio proprio di vita, recupero di energie. Non è possibile accudire senza tenere in considerazione anche i propri bisogni, in uno splendido gioco di equilibri.

Il gatto ha fatto emergere come un impulso di reattività possa essere notato e non agito. Grazie alle sue splendide fusa abbiamo potuto notare come una nostra reazione ad accarezzarlo possa divenire automatica e come si possa stare con una non azione.

Il rallentare per osservare, in un contesto naturale, ha prodotto questo e molto altro.

Radici di consapevolezza sono state adagiate.

Ecco le parole di Rita generate da questo percorso:

Spazio
La parola che hanno generato i due giorni di silenzio e pratica.
Faccio spazio e accolgo tutto ciò che sento, tutto ciò che accade.
A ogni emozione bella o brutta, a ogni avvenimento faccio spazio nella mia vita e nel mio cuore.
Li osservo e li accolgo
Mi appartengono.
Ma decido io che spazio dare senza sforzarmi di rifiutarli o senza trattenerle.
Li accolgo con la giusta distanza, li trattengo come ospiti che tornano prima o poi a casa loro.
Con gentilezza e senza attaccamento.
Io sono queste emozioni e questi accadimenti.
Io non sono solo questo.
Non trattenendoli faccio spazio ad altre emozioni e accadimenti.
Faccio spazio alla vita che si evolve e muta.
Faccio spazio a me stessa e al mondo.
Vivo in prima persona la mia esistenza.
Lo spazio si dilata e si restringe come un respiro.
Lo spazio diventa grande e ritorna piccolo.
Lo spazio diventa la mia casa, infinita o finita.
Mi apro in questo modo al tempo che passa e al tempo che rimane.
Rita 19/8/19
🙏🌹

 

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